Progressio Harmonica

Quando 21/06/2022  0:00

Dove Comitato per la Vita "Daniele Chianelli"

Via Martiri 28 Marzo, 29 , Perugia, 06132

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In memoria di chi non c’è più, di chi ha vinto e di chi sta ancora lottando, un monumento alla speranza e alla fiducia in nome di quanti si impegnano ogni giorno contro le malattie, il dolore, la sofferenza.

Martedì 21 giugno, l’artista Andrea Pinchi presenta PROGRESSIO HARMONICA, un’opera installata presso la Sede del Comitato per la Vita “Daniele Chianelli” a Perugia. Il progetto nasce il 2 aprile 2022, durante una chiacchierata con Leonardo Zampolini, organizzatore del Galà per il Comitato Chianelli che si terrà a Foligno il giorno successivo. L’artista conosce da anni l’attività del Comitato e ne ammira incondizionatamente lo spirito e l’attività, sente che quello è il posto ideale per realizzare la sua opera.

PROGRESSIO HARMONICA è una grande installazione situata nella Residenza speciale dell’associazione adiacente all’Ospedale di Perugia, composta da una moltitudine di cuori- freccia che ascendono nel cortile che si estende su una superficie di circa 540 mq. Il desiderio di Andrea Pinchi di donare una grande installazione all’Istituto nasce dall’esigenza di dare voce, allo stesso tempo al dolore e alla gioia, sentimenti antitetici ma generati con la stessa intensità da quelle anime mosse dalla speranza, che combattono ogni giorno per la vita e che ci fanno comprendere che non bisogna mai perdere la speranza in ciò che è possibile. L’incontro con Franco e Luciana Chianelli per l’Autore è stato un momento di intensità memorabile ed uno stimolo a dare tutto sé stesso per concepire un’opera degna di quelli che definisce i “meravigliosi piccoli guerrieri di Luce” e dei loro familiari. Il simbolo scelto da Pinchi è il cuore-freccia, da dieci anni una delle sue icone consolidate. Esso nasce dalla leggenda biblica di David e Golia e dalla scultura realizzata per la mostra “+50 Sculture in città” di Spoleto, a cura di Gianluca Marziani, all’interno della quale si trovava il cuore di David, simbolo di coraggio.

Oggi possiamo ammirare settanta cuori-freccia in polistirolo espanso e resine acriliche, sospesi su cavi di acciaio al centro del cortile: l’intenzione dell’artista è quella di creare un ponte tra cielo e terra, un’unione tra angeli, un effetto di ascensione che evoca delle ali, collegamento ideale con il gabbiano, simbolo del Comitato stesso.

I cuori-freccia sono disposti su tre livelli e sono più grandi man mano che si sale dal basso verso l’alto. Più ci si allontana più i cuori aumentano di dimensione, così come aumenta l’intensità di un sentimento che va al di là delle distanze, tra cielo e terra, mantenendo quel legame indissolubile con chi non c’è più. É un ribaltamento della realtà fisica, ovvero il suo superamento. Da qui il titolo dell’opera, che è un riferimento all’arte organaria: è il nome di un registro di organo composto di molte canne combinate insieme che partono da suoni acuti per arrivare a quelli più gravi. Il parallelo più giusto per un’opera dove più si sale e più i cuori diventano grandi. E anche i colori progrediscono di intensità: si parte da una sfumatura più chiara di azzurro che diventa progressivamente più intensa fino a raggiungere una tonalità piena come il blu del cielo. L’idea di sospensione dei cuori-freccia si ricollega idealmente al grande scultore Alexander Calder, amato dall’Autore fin dalla sua infanzia, dimostrando come la scultura possa essere gioiosa, esaltante, ottimista e al tempo stesso evocare significati profondi.
Chi entra in una struttura di questo tipo necessita di bellezza, sorrisi e positività. L’atteggiamento mentale è fondamentale, mettere da parte il dolore è l’esercizio più difficile; se perdi la speranza, perdi le possibilità.
L’opera di Andrea Pinchi è importante per la Comunità, come è importante sottolineare che il sacrificio di Daniele ha dato vita a una realtà che aiuta tante persone e, di fronte a un’opera così grande, Andrea Pinchi ha voluto fargli omaggio dando alla luce un’emozionante installazione che è simbolo di coraggio e un inno alla vita.

Testo di Marta Banci