Mostra personale di Enzo Pagano “L’ACCOSTAMENTO AD ALMOTASIM “
Mostra personale di Enzo Pagano “L’ACCOSTAMENTO AD ALMOTASIM “
Giovedì 7 maggio 2026 dalle ore 17.30 alle 20.00 presso Movimento Aperto, via Duomo
290/c Napoli si inaugura “L’ACCOSTAMENTO AD ALMOTASIM“ mostra personale di Enzo
Pagano, introdotta dal testo di Carlo Bugli “ DINAMICA DI UNA POETICA MINERALE”.
Resterà aperta fino al 27 maggio, i lunedì ed i martedì ore 17-19 ed i giovedì ore 10.30-12.30.
In mostra undici dipinti, tutti recentissimi e di varie dimensioni, in tecnica mista (sabbia, colori ad
olio, frammenti di tessuto, legno) ed un voluminoso libro d’Artista , “LiBER”, diciotto grandi pagine
e due facciate. Saranno esposte anche quattro grafiche (42×21 cm), tecnica mista, “Ceneri”.
Il titolo della mostra fa riferimento ad una delle “Finzioni” (1935-44) di J. L. Borges
“ L’operazione poetica di Pagano consiste in una cosmogenesi, in un partire dall’inorganico per
formulare/scrivere un’inedita forma vitale, primigenia e provvisoria. O al contrario, si mostra per
una rarefazione minerale dell’universo, un tendere al silenzio di Thanatos, secondo quel principio
del Nirvana di cui Freud parla in Al di là del principio del piacere .Il demiurgo/poeta rischia di
essere travolto dal potenziale inquietante dei suoi stessi prodotti, apparentemente in stasi, ma che
potrebbero sfuggire al suo controllo. Così l’elemento geometrico, poligonale, che fa parte del suo
discorso è un tentativo o una tendenza a circoscrivere, limitare, imbrigliare il potere oscuro di
ὕλη.”scrive Carlo Bugli e poi, continuando la sua analisi , afferma che: “. Pagano ci mostra il
momento genetico dello stare per, dell’essere in compimento, della gestazione cosmica, ed è
questa attesa che conferisce il senso di perturbante mistero proprio di queste opere. Attesa di un
approdo da ritenersi costantemente provvisorio: così, Il protagonista della novella di Borges, che
dà titolo all’esposizione, è alla ricerca attraverso un percorso labirintico di Almotasim, e forse
questa ricerca è condotta anche da una serie infinita di Entità divine, che si proiettano
vicendevolmente nella direzione di un Qualcuno, sempre provvisorio e mai ultimo.”
Di formazione umanistica, specializzatosi in Storia dell’Arte, Enzo Pagano, che vive e lavora a
Napoli, ha insegnato presso il Liceo Artistico Statale di Napoli. Ha al suo attivo numerose mostre a
partire dai primi anni Ottanta.” l’attività creativa di Pagano, che, nel tempo, partendo dal figurativo
giunge attraverso varie fasi, all’informale, comporta attualmente esperienze per gran parte
parallele e poeticamente coerenti dalle opere pittoriche alle sculture – pietre nate da una
meditazione dell’opera di Roger Caillois: la materia in quanto tale ne è sempre alla base come
elemento dotato di energia vitale ed eventualmente di una qualità estetica autonoma.
Così pure, in tale senso, è omogeneo agli altri momenti della produzione dell’autore, il Liber in
esposizione, in cui è Il tipo del libro oggetto a contenere e determinare l’irrequietezza intrinseca
dei materiali, questa volta juta, inserti di stoffa dipinta, notevolmente attraversate da strisce di
stoffa recanti citazioni da Robert Fludd e da Giordano Bruno. Le due citazioni bruniane tratte dal
Sigillus sigillorum: "connexionem habeant ars atque natura” e “ars naturae quaedam imitatio
existit” potrebbero riferirsi alla dimensione mimetica dell’arte, ma sotto questa lectio facilior, mi
sembra intuire invece, i sensi di una omologia poietica tra ars e natura, entrambe dotate di
identiche facoltà cosmogoniche, sicché anche il Demiurgo è artista, quanto l’artista è Demiurgo.”




















