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Quando
03/10/2019 - 04/11/2019
ora 9:00 - 18:00

Dove
Lanificio Maurizio Sella

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Il progetto “Gravitazioni di stanze di pietra”, ideato e realizzato dal gruppo pugliese guidato da Vito Quadrato, Tiziano De Venuto, Andrea Miccoli e Giuseppe Tupputi ha vinto il Premio Federico Maggia 2019.

Il progetto ha immaginato per il Lanificio al Bivio di Veglio Mosso differenti possibili destinazioni d’uso (ricettiva, abitativa, lavorativa) concretizzate nell’allestimento in mostra con la costruzione di una stanza in elementi scultorei in pietra leccese, alla ricerca di un inedito rapporto estetico tra le strutture delle industrie e le forme artigianali dell’arredo.

Secondo la giuria, presieduta dall’architetto ticinese Mario Botta, il progetto, “era quello che meglio rappresentava l’eleganza del territorio biellese, tendendo alla stabilità della forma e costruendo un ordine dinamico e multifunzionale, che si configura come la struttura di una danza: una gravitazione armonica di elementi in un grande spazio”.

Se nel 2013, “Making solo” di StudioErrante Architetture aveva lasciato un messaggio sulla centralità del saper fare, la proposta del “Il rammendo della vallata” del gruppo Concreto nel 2015 suggeriva una serie di interventi di rammendo dei due lembi della vallata del torrente Cervo, il progetto vincitore del 2019 ragiona sullo spazio interno partendo dalla considerazione che le cattedrali abbandonate della produzione industriale si sono costruite nel tempo secondo strutture e sequenze spaziali ideate per la vita della macchina produttiva e che la loro trasformazione dovrebbe ribaltare queste gerarchie, per definire un nuovo ordine di relazioni, in un’idea di nuovo spazio collettivo/comunitario.

Si sono invece aggiudicati le due menzioni Atelier Remoto (Lara Monacelli, Valentina Merz) con “Teatro Aperto del Cervo” che ha lavorato sugli spazi dell’ex Lanificio Pria proponendo una piazza sopraelevata protesa sul torrente per riattivare la relazione di Biella con il proprio fiume e il gruppo di Gloria Bazzoni con “Accade tutto tra i margini di una finestra quando il paesaggio si fa architettura”, che ha riflettuto sul ruolo e sul valore della natura come strumento capace di definire l’efficacia dell’azione di progetto e oltrepassare la soglia del Lanificio al Bivio, contaminando spazi e riattivando luoghi.

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