Astractura Mostra

Mappa non disponibile

Quando
19/11/2014 - 10/12/2014
ora Tutto il giorno

Dove
Movimento Aperto

Categorie

Mercoledì 19 novembre 2014, ore 17.00 presso Movimento Aperto, in via Duomo 290/c, Napoli, si inaugura la mostra ASTRACTURA, che resterà aperta fino al 10 dicembre 2014, nei giorni di lunedì , mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19, e su appuntamento. La mostra, in occasione del Weekend del Contemporaneo, indetto dal MADRE, resterà aperta anche sabato 22 novembre, dalle ore 17 alle 18.30 e domenica 23 dalle 10.30 alle 12.30.
Astractura è una mostra ed è un libro , che testimoniano il lavoro di un gruppo di artisti , non tutti napoletani: Domenico Fatigati , che vive ad Acerra , Francesco Gallo, napoletano, Lauro Lessio, torinese, Michele Marzo, che vive a Catanzaro e Romualdo Schiano,presente sia a Napoli che a Roma, riuniti e seguiti da Rosario Pinto.

“Nel corso del 2011,si è sviluppato un intenso dialogo tra Rosario Pinto e questi artisti e tale dialogo, che è diventato, presto, circolarità di pensiero, si è allargato ad altri interlocutori, anche esterni alla compagine del gruppo , che veniva , intanto, prendendo sempre più consistenza…” Così Rosario Pinto nel libro ASTRACTURA ricostruisce gli esordi del gruppo omonimo.
“Intanto cresceva, con l’approfondimento del dibattito interno, la coscienza del significato centrale della linea e del suo imprescindibile ruolo all’interno della pratica progettuale dell’arte”, continua il testo ,che vuole dar conto del metodo, della riflessione, del dibattito che nel gruppo si è sviluppato, nella consapevolezza che la ricerca non deve mai essere considerata conclusa.
“E’ il tema della linea ciò che costituisce il motivo aggregante che ha consentito ad alcuni artisti, variamente distribuiti dal nord al sud della penisola, di decidere di svolgere d’ora in poi, un percorso comune, individuando, così, la possibilità di fare gruppo e scegliendo di caratterizzare la propria ricerca di carattere astratto-geometrico secondo un orientamento già presente, da sempre, nella loro ricerca.”scrive sempre Rosario Pinto.

Saranno in mostra i dipinti dei cinque artisti di ASTRACTURA: Domenico Fatigati, Francesco Gallo, Lauro Lessio, Michele Marzo e Romualdo Schiano
ed un’installazione.
Sempre mercoledì 19 novembre alle ore 17 sarà presentato il volume ASTRACTURA di Rosario Pinto
interverranno con l’autore Giorgio Agnisola e Giuliana Albano

Inaugurazione mercoledì 19 novembre 2014, ore 17.00
La mostra rimarrà aperta fino al 10 dicembre 2014, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì e su appuntamento dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

ASTRACTURA
Rosario Pinto
Astractura è la via autonoma, propria ed originale dell’arte nell’approccio creativo alle istanze manifestative dell’esistente fenomenico, una via ben distinta, ma non pregiudizialmente aliena, dalle metodologie della ricerca scientifica, una via, peraltro, distinta anche dall’approccio alla conoscenza della natura perseguito per adesione emotiva.
Astractura è una parola non rilevabile tra i lemmi della lingua italiana ed è stata co- niata per definire la capacità strutturante che hanno le idee quando non costituiscono una sovrapposizione alla realtà fenomenica, bensì il tentativo della sua interpretazio- ne, un tentativo che deve spingersi fino al punto estremo di spiegare la identificabi- lità, nel concetto di conoscenza, di quello stesso di creazione, nel senso, cioè, che conoscere significa creare.
Ciò significa, più apertamente, che il reale (in tutte le sue forme, aspetti, manife- stazioni e consistenze) non ha regole esistenti a-priori ma che le regole che noi iden- tifichiamo nel reale non sono altro che il prodotto della nostra conoscenza del reale stesso e, quindi, il risultato dell’attività creativa della nostra mente.
Creare non significa, quindi, banalmente, ex nihilo facere, quanto, piuttosto, estra- polare senza dover disvelare: procedere, cioè, a scrivere – non a riscrivere – le leggi della natura muovendo dall’interno della natura stessa.
Può essere utile osservare, infatti, che la natura è così come è, e quelle che ap- paiono come leggi che la governano ab aeterno non sono la manifestazione d’un disegno che agisce ex professo, ma semplicemente il frutto della creazione d’un or- dito significativo con il quale il soggetto umano imbriglia in un contesto organico delle processualità evenienziali, fornendo loro quell’architettura logica che può consentire ai soggetti umani di avere delle chiavi d’accesso alle latebre via-via più profonde della natura stessa.
Per tali motivi, Astractura sceglie la via ‘geometrica’, poiché è quella che consente di creare con più chiara leggibilità un ordito significativo capace di rivelare le ragioni delle cose non limitandosi a descriverne una presunta ipostasi metafisica, ma proce- dendo a fissare i punti per una mappatura di orientamento di un percorso interno alla natura estrapolandone le ragioni eidetiche non metafisicamente pregresse.
Astractura osserva, infatti, che, pur nel pieno rispetto di convinzioni personali in cui può addensarsi un patrimonio psicologico di matrice a-logica ed emotiva, non è possibile confermare l’esistenza o la argomentabilità razionale di motivi sufficienti a giustificare la prospettiva pretestuosa di un disegno mentale e volontaristico che possa aver preceduto l’approntamento di un progetto rispetto al darsi evenienziale della natura o, se si preferisce, del reale fenomenico (in tutte le sue forme, aspetti, manifestazioni e consistenze).
Ciò che conferisce senso logico o, se si vuole, scientifico, a tutto ciò che ci circonda è, quindi, l’architettura logica che la mente umana – dotandosi di strumenti sempre più sofisticati – riesce a creare attraverso la descrizione epistemologica di ciò che osserva.
E, pertanto, è dovere imprescindibile per la ricerca scientifica evitare di piegare le manifestazioni dell’esistente fenomenico alle esigenze dell’istanza psicologica ed emotiva, agendo, invece, con l’umiltà dell’osservatore analitico che è cosciente di non essere uno spettatore soggiacente, ma il protagonista di un’operazione di altis- simo rilievo, che è quella di conferire senso logico ad una processualità naturale che – senza regole scritte anticipatamente da una mente ordinatrice – segue semplice- mente il suo corso secondo una scansione che il soggetto umano riesce a cogliere come espressione della dialettica spazio-temporale.