I 7 vizi capitali

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Quando
19/01/2018 - 31/01/2018
ora 20:00 - 23:00

Dove
Pinacoteca il '900

Categorie

 I 7 vizi capitali:

l’evento di Gabriele Mansolillo presso “Pinacoteca ‘900” in via Marchese de Rosa (angolo via Ferrante Aporti) dal 19 al 31 gennaio 2018 

l’idea di lavorare a questo tema, nasce dalla voglia di continua sperimentazione, una sete di conoscenza che mi spinge sempre a cercare e studiare, nuovi linguaggi visivi.

Ogni vizio è rappresentato, da un colore differente, questo, in comunicazione, denota un carattere di riferimento, affiancato a questo, c’è una tecnica fotografica di riferimento ed una conseguenziale location.

cosa si vedrà alla mostra?

saranno visibili e tangibili, delle sperimentazioni fotografiche che appartengono ad un ciclo fotografico che parte dalla costruzioni di materiali di scena e che saranno parte integrante e fondamentale della mostra, da qui, la costruzione dello scatto, attraverso, simbolismi e storie che si intrecciano fra di loro, per racchiudere e confezionare, quella che è un’ idea relegata ad un intuizione di forme ed esplicite e precise immagini simbolo.

le chiavi che mi hanno portato alla realizzazione sono:

Accidia: il colore di riferimento è l’arancio, negligenza, inettitudine, questo vizio l’ho voluto rappresentare con il “light painting” ossia, disegnare con la luce, tempi lunghi e giochi di luce moderni

Avarizia: il colore di riferimento è il verde, avidità, egoismo, in questo caso, partendo da finte banconote, sono arrivato a creare una dea, una sorta di “Madre Natura” proprietaria della natura, ma anche del vile denaro

Gola: il colore di riferimento è il giallo, ingordigia, a questo vizio, si affianca un oggetto dal nome Graal, creato in misura reale e sarà esposto, un calice, un oggetto che ha scatenato infinite guerre (decontestualizzato dalla religione)

Invidia: il colore di riferimento è il viola, accentuato apprezzamento d’altrui proprietà, ed io l’ho rappresentato con in dosso un abito da sposa, prima in acqua poi sospesa in aria, la continua voglia di diventare un dio, una dea che è un mix fra la figlia di “Nettuno” ed un dio in grado di poter volare

Ira: il colore di riferimento è nero, furia, collera, qui, mi sn applicato un tantino di più, perchè volevo uscire fuori dal concetto della donna oggetto, la donna legata, anche no, (tempo fa, ho, purtroppo, avuto modo di vedere uno spot dove l’uomo e la donna, con i propri organi, venivano venduti a pezzi sul banco della macelleria, questa cosa mi ha scioccato) ho appunto voluto creare una sorta di storia successiva a quell’episodio, quindi la donna che si ribella a queste ideologie e si strappa di dosso, le buste, le confezioni, gli stereotipi che l’hanno confezionata per anni

Lussuria: il colore di riferimento è il rosso, sesso, incontrollata sensualità, onestamente, temevo fin da subito questo vizio, proprio perchè tt volevano farlo, ma nessuna voleva “spogliarsi” ovviamente, fin da subito ho cercato di creare un concetto molto lontano dalla donna oggetto, ma, di donna “padrona di se” e della sua sensualità, donne vestite, coperte di colore che nn trasmettessero questa sensualità attraverso il loro corpo, ma attraverso giochi di sguardi ed intuizioni di nudità, sempre coperte (ricordo tra le tante, una modella di Milano, molto attiva sul piano nazionale, che alla richiesta di coprirsi, mi disse, sei il primo fotografo che mi chiede questo nonostante il tema)

Superbia: il colore di riferimento è il blù, convinzione di superiorità, corona, soldi, diciamo che in questo me ne sono uscito meglio, nel senso che avendo il colore, e la corona della regina Elisabetta (costruiti da me) non mi è risultato difficile lavorarci