Max Baum, “Concetta. Sinfonia funebre e trionfale”

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Quando
17/11/2017 - 07/12/2017
ora 17:00 - 19:00

Dove
MOVIMENTO APERTO

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Venerdì 17 novembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si inaugura la mostra di Max Baum, “Concetta. Sinfonia funebre e trionfale” ; resterà aperta fino al 7 dicembre, lunedì e martedì ore 17-19, venerdì ore 10.30-12.30   e su appuntamento. Sabato 18 , in occasione del  Weekend del Contemporaneo, promosso dal MADRE,  è prevista l’apertura dalle 17 alle 19.

La mostra , introdotta dal testo di Giuseppe Bilotta ,Fra terreno ed eterno sarà accompagnata dalla Musica di Paolo Termini.

La mostra è curata da Giuseppe Bilotta con la collaborazione di Vicky Mele e Giuseppe Acunzo. In mostra un vasto ciclo di tavole in tecnica mista. Max Baum compone le sue 46 tavole come un poema sinfonico: l’analogia con la musica è ricorrente nel testo di Giuseppe Bilotta, che introduce questi lavori, giocati prevalentemente sul bianco e sul nero. “Materialmente ridotti a frammenti materici equiparabili a suoni tanto tersi quanto foschi, la costruzione sinfonica si realizza. Sia  coi neri in crescendo che con i bianchi in minuendo, e viceversa, la materia trattata acquista sempre più densità inventiva scaturita da pressioni interiori tese a unificare con misura ciò che è espresso qui con un vaglio.pressante, là conuno squarcio balenante. Infine Giuseppe Bilotta ci dice quale terribile esperieza abbia ispirato il suo Max Baum : la  lunga , devastante malattia dell’adorata moglie Concetta.

 “Egli coglie con sofferta partecipazione il dramma di Concetta aggredita da una malattia spietata, di una persona che, perse le funzioni cognitive, si muove meccanicamente come un automa. Come tale manifesta la sua condizione con improvvise urla rabbiose, con agitazioni di testa e braccia, con rovesciamenti all’indietro sulla poltrona, con uno sforzo di alzarsi per scacciare di casa i familiari visti come intrusi. Quando placa la sua furia, a capo chino, tende a pendere ora a destra e ora a sinistra. La malattia si trasforma in una lunga agonia che si svolge in una trascolorazione di sguardi e di atti inconsulti che straziano corpo e vista di parenti amici. La conflittualità di tali immagini segnano le tappe dell’ultimo tratto percorso verso la morte liberatrice. Baum lo segue con animo tanto commosso quanto ispirato riuscendo a illustrare con dolente (e potente) spirito la trama sinfonica ideata a formare uno spazio che cosmicamente si dilata, grazie agli interventi dinamici delle calibrate tonalità che si scontrano come in un cozzo di armati da un lato e come un ammasso “stellare” dall’altro, creando fessure, spiragli e sfiatatoi che fungono quasi come segnali trasmessi dai riflessi di uno specchio.”