vernissage: 20 giugno 2009. ore 20.00
80135 Napoli
tel 0815494271
fax 08251800147
via S.Domenico Soriano 34
LineaDarte Officina Creativa
Lineadarte
Officina Creativa inaugura la terza edizione della mostra
internazionale del piccolo formato "VENTIPERVENTI", numerosi sono gli
artisti che vi hanno aderito,francesi ,brasiliani, messicani
,belga,svizzeri ...un abbraccio globale .Le opere ospitate in centinaia
e centinaia rivestiranno le pareti del vascio-laboratorio di Via San
Domenico Soriano 34, rivestiranno perché è questa è la sensazione che
le opere danno, a memoria della vecchia tradizione napoletana delle
riggiole, come spiegano gli artisti -curatori della manifestazione
Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma la mostra è nata per celebrare
la creatività partenopea ,le case più popolari davano dignità agli
"scarti" di produzione ed alle "rimanenze" riuscendo ad esprimere nella
totale diversità e nel loro accostamento la massima bellezza, da qui la
voglia di dar voce a tutti quegli artisti non rappresentati
dall'attuale sistema dell'arte, dare il là ad un confronto artistico
sul piccolo formato 20x20, ma con una rilettura del tutto contemporanea
, ed è di queste similitudini che lo scrittore e giornalista Domenico
Raio ci parla: "In origine la “riggiola”, anche quando è maiolicata,
non è dissimile da un'altra “riggiola” della medesima fattura così come
non è diversa una tela bianca da un’altra tela bianca della stessa
maglia e della stessa misura. Entrambi gli elementi divengono ricettori
di esperienze singolari nel trasformarsi da entità omogenee ed
asettiche a pellicole sensibili sulle quali s’imprimono le più diverse
vicende umane sotto forma di segni. Quante similitudini si riscontrano
tra gli agenti esterni che hanno effetto sulle “riggiole” e quelli che
agiscono sull’animo umano e che gli artisti, sia pure secondo forme e
stili diversi, provano a riprodurre su tela. Sulla “riggiola”, il tempo
sortisce lo stesso effetto che ha sullo spirito umano: lo rende sempre
meno impressionabile, o meglio, i segni che lasciano le avversità che
l’esistenza ci riserva diventano sempre meno evidenti, perché si
confondono con quelli precedenti, e questi ultimi con quelli ancora
anteriori. La tela diviene dunque uno strumento speculare all’animo di
un artista chiamato a trasmettervi le esperienze rimaste impresse nel
suo vissuto, anche quando l’esercizio pittorico può apparire meramente
estetico, tecnico o concettuale. Le dimensioni ridotte assumono anche
un valore simbolico e riconducono alla limitatezza delle stesse
possibilità d’azione degli esseri umani, ma esaltano nell’artista la
capacità di sintesi e lo impegnano in una prova tecnico-espressiva di
superiore livello di cui questa mostra collettiva è un chiaro esempio."